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mercoledì, luglio 20, 2016
La giustificazione, Lutero, il Sinodo sulla famiglia
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sabato, luglio 16, 2016
giovedì, giugno 30, 2016
La nuova guerra dell'esercito americano contro Dio
di Benedetta Frigerio, 30-06-2016 (da La Nuova Bussola Quotidiana)
«Anche solo immaginare che sarei stato rimosso mentre la
bandiera americana era srotolata e aperta, la bandiera che rappresenta la
libertà di espressione, la libertà religiosa, la libertà di stampa...è
terribile». Sono le parole del sergente veterano dell'Air Force americana Oscar
Rodriguez, a servizio delle Forze armate statunitensi per 33 anni. Contro di
lui il Pentagono ha aperto un'inchiesta dopo un discorso che ha tenuto in
aprile presso il California Travis Aire Force.
E cosa ha detto Rodriguez di così pericoloso? Semplicemente
quello che per oltre trent'anni ha ripetuto come tanti suoi colleghi: ha
citato Dio. È bastato questo perché fosse assalito e mandato fuori dalla sala
della cerimonia. Ma questo è solo l'ultimo di una serie di casi che mostrano quanto
hanno subìto le Forze armate (su cui l'America ha sempre speso la maggior parte
delle sue energie, avendo cara la cura per la coesione e l'unità fra i suoi
uomini) fin dal 2008, l'anno in cui Barack Obama è diventato presidente degli
Stati Uniti. L'attacco palese cominciò però nel giugno del 2011, quando il
dipartimento dei veterani vietò di pronunciare il nome di “Dio” e di “Gesù”
durante una cerimonia funebre presso il cimitero nazionale di Huston.
Subito dopo
l'aviazione avrebbe cancellato per sempre un corso sui missili nucleari che si
teneva da vent'anni presso una base in California, perché le
lezioni includevano teorie cristiane come quella della legittima difesa o della
“guerra giusta” di sant'Agostino. Intanto, il capo dell'aviazione proibiva a
tutti i comandanti di dare notizia ai piloti e alle loro famiglie della
possibilità di esercitare la propria libertà religiosa attraverso l'osservanza
di un programma di formazione cristiana. E ancora: «Non si può distribuire né
usare alcun materiale religioso durante le visite» è il divieto imposto dal
Walter Reed National Military Medical Center, uno dei più importanti ospedali
militari del paese, revocato solo dopo la denuncia di parte di alcuni membri
del Congresso. A novembre dello stesso anno, mentre annunciava la fine della
collaborazione con un'organizzazione cristiana, scusandosi di averla scelta
come tramite per inviare i regali natalizi con biglietti religiosi, l'aviazione
decideva di spendere 80 mila dollari per la costruzione nella base di Colorado
Springs di un tempio di pietre per il culto pagano.
Nel 2012, uno dei
più illustri generali delle Forze armate, William G. Boykin, notoriamente
cristiano, aveva dovuto declinare l'invito a parlare presso
l'accademia militare americana in seguito alle pressioni sull'istituzione da
parte della commissione delle Pari opportunità. Nello stesso mese, insieme alla
decisione di rimuovere dal simbolo dell'istituto di ricerca militare Rapid
Capabilities la frase Opus Dei (“Lavoro di Dio”), il ministro
della Difesa vietava al cappellano di diffondere un lettera sull'obiezione di
coscienza che l'arcivescovo aveva scritto affinché fosse letta durante la
Messa. Ma i dubbi sull'antipatia della neoeletta amministrazione verso i
cristiani erano già emersi all'inizio del 2009, quando nonostante una legge
passata al Congresso e nonostante il pronunciamento della Corte Suprema, il
governo si rifiutò di concedere all'associazione dei veterani un terreno nel
deserto del Mojave, reclamato da tempo, per la ricostruzione di una croce
innalzata lì nel 1934 in memoria dei caduti in guerra.
A novembre la Casa
Bianca si era poi rifiutata di porre sul monumento di Washington in memoria
della Seconda Guerra mondiale la seguente scritta: «Con la Tua
benedizione prevarremo sulle forze empie del nostro nemico». Si trattava di una
semplice preghiera del presidente Franklin Delano Roosevelt per chiedere a Dio
di infondere coraggio alle truppe alleate durante la lotta contro i nazisti.
Sulla stessa lunghezza d'onda la nota del 2011 sul riconoscimento
internazionale dei diritti umani, in cui la segreteria di Stato parlò delle
persone «con convinzioni religiose molto profonde» come di «ostacoli che si
frappongono alla tutela dei diritti umani», facendo riferimento alle «persone
Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali,ndr)».
Il veterano
Rodriguez ha spiegato che «essere attaccato dall'Air Force ed essere
allontanato da una cerimonia solo perché il mio discorso citava Dio
è qualcosa che non mi sarei mai aspettato». Eppure, in soli otto anni il
progressismo di Obama è riuscito a sovvertire l'ordine che ha spianato la
strada alla diffusione dell'intolleranza religiosa in tutto l'Occidente, perché
«noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che
tutti gli uomini sono stati creati uguali, che ciascuno di noi è dotato
(anziché che essi sono dotati dal loro Creatore”) di alcuni diritti
inalienabili». Fu così che nel 2010, per la prima volta nella storia, citando
la Dichiarazione di indipendenza, un presidente americano ne omise una
parte.
La Casa Bianca
comunicò che si trattava di una svista, che però fu ripetuta in almeno altri
7 discorsi pubblici. In linea con l'omissione, la citazione
contraria alla legge federale, di E pluribus unum, che significa
“Da molti, uno soltanto”, come motto nazionale eliminando in un colpo solo il
tradizionale In God We trust.
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